| Utilizziamo la shell: Installazione dei software |
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| Scritto da Davide |
| Domenica 11 Maggio 2008 09:16 |
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Rieccoci con un altra delle guide dedicate alle basi di linux e della shell bash (vi siete accorti, chi utilizza hardy, che proprio oggi c’è stato un aggiornamento del pacchetto chiamato “bash” Bene, dopo aver installato il sistema operativo, ed appreso le funzioni base della shell…probabilmente durante il vostro utilizzo vorrete prima o poi installare dell’altro software.
Oggi come oggi ci sono le tanto nominate GUI, tutto si può fare tramite interfaccia grafica, ma lo scopo di queste guide è anche quello di rendere meno schiavi dalle interfacce grafiche, quante più persone possibili, e di fare conoscere le reali potenzialità dei sistemi Linux. Queste guide sono basate su Ubuntu e sistemi Debian Based anche, quindi in questa parte tratteremo una tipologia di software più generica, che va bene per tutti i sistemi linux, ed anche una tipologia tipica dei sistemi debian. Eh si perché ogni ramo principale delle distribuzioni[1] può avere i software “pacchettizzati” in maniera particolare, e solo per quel tipo di distribuzione, contententi gli stessi software già precompilati evitando all’utente di doversi ogni qualvolta scaricare i sorgenti, configurarseli, compilarseli, controllare le dipendenze, e tutto quanto concerne l’installazione da sorgenti. File *.debquesto tipo di files, indica pacchetti precompilati per sistemi debian. Questi pacchetti sono composti da un archivio ar (archiver ndr.), che contiene a sua volta altri due archivi in formato tar.gz uno che contiene i dati veri e propri, l’altro tutte le informazioni necessarie per l’installazione del software (cosa contiene, quanto occupa una volta installato, le dipendenze necessarie, dove installarlo, ecc, ecc…) File *.tar.gz, *.tar.Z, *.tar.bz2Questo tipo di files sono invece generici, ciò significa che possiamo utilizzarli con tutte le distribuzioni, ed alla stessa maniera. Sono degli pacchetti compressi, cioè i file vengono prima pacchettizzati con il comando tar e poi compressi con il comando gzip (.gz), compress (.Z) o bzip (.bz2). Generalmente in questi archivi troviamo codice sorgente che poi dovremo compilare a manina prima di installare il software… Belli i deb…ma come si usano?Chi utilizza ubuntu/debian, quotidianamente ha a che fare con l’installazione software tramite il gestore degli aggiornamenti o il tanto nominato synaptic Bene queste non sono altro che interfaccie di ciò che veramente agisce sotto la gui, sto parlando di apt-get (o aptitude) e dpkg… Sono comandi particolari, che necessitano dei privilegi di superuser (sudo), e che ci permettono di installare il software, tramite linea di comando, utilizzando i pacchetti .deb..ma non solo possiamo anche mantenere aggiornato il sistema o addirittura effettuare l’avanzamento di versione, quando viene rilasciata una nuova versione stabile della nostra distribuzione… dpkg e l’installazione del singolo pacchettoCon dpkg installiamo i pacchetti .deb sul nostro sistema, a patto che questi siano pacchetti “stand-alone”, cosi significa? In linux i software generalmente, quando vengono scritti, sviluppano dipendenze da altre librerie o file per il loro funzionamento, e tali dipendenze possono non essere installate sul nostro sistema, cosa che a dpkg non piace, infatti se proviamo ad installare un deb con dipendenza che ci mancano otterremo degli errori. Un software stand-alone è invece un software che:
Tentando di installare questo tipo di pacchetti non avremo errori e la procedura filerà liscia come l’olio. I comandi principali sono: dpkg -i nomepacchetto Per l’installazione del pacchetto dpkg -r nomepacchetto Per la rimozione del pacchetto dpkg --purge nomepacchetto Per la rimozione completa dei file di configurazione del pacchetto Apt-get comoda interfaccia automatica a dpkgL’alternativa al sempre valido dpkg, è un comando che si vocifera abbia i poteri della super mucca;[2] questo comando si chiama Advanced Packaging Tool, per gli amici APT, ed è quello che possiamo utilizzare per automatizzare il calcolo delle dipendenze dei vari pacchetti, ricerca dei pacchetti all’interno dei repository, installazione, aggiornamento e quant’altro. Adesso vi spiegherò le funzioni principali di questo comodo tool, rimandandovi come al solito alla relativa man page che vi spiegherà per filo e per segno tutto ciò che non avete mai osato chiedere… apt-get install nomepacchettoDando queste istruzioni, avvieremo apt-get che provvederà a scaricare dal repository apposito, il pacchetto più aggiornato del software “nomepacchetto”, risolvere le relative dipendenze se necessario, ed all’installazione dello stesso. apt-get remove (–purge) nomepacchettoCon queste istruzioni diciamo ad APT di rimuovere dal nostro sistema “nomepacchetto”, notare come tra parentesi ho messo l’opzione:
questa è un opzione facoltativa, che se inserita, indica ad apt di rimuovere il software con tutti i file di configurazione. apt-get updateCon questo comando diciamo ad apt di scaricare i vari file di indice dai repository inseriti nel nostro sistema, possiamo capire molte cose con questo comando; possiamo sapere ad esempio se abbiamo sbagliato ad inserire il repository nell’apposito file di configurazione, se il repository non è attivo, e tanto altro ancora…inoltre facendo ricaricare i file di indice, potremo sapere se ci sono aggiornamenti disponibili per il nostro sistema. apt-get upgrade/apt-get dist-upgradeCol primo comando (che si deve dare necessariamente dopo aver dato l’update col comando precedente), verifichiamo e se del caso installiamo, i vari aggiornamenti disponibili per il nostro sistema. Col secondo invece controlliamo se è possibile un aggiornamento tale, che ci consente di upgradare di versione la nostra intera distribuzione. I file tar.gz e tar.bz2Ma non dimentichiamoci di quanto abbiamo detto fino ad ora, oltre ai software precompilati, ci sono anche software impacchettati con uno standard generale per i sistemi linux. I pacchetti che terminano con queste due estensioni (la tar.Z praticamente non si usa più), generalmente contengono del codice sorgente che dovremo procedere a compilarlo e poi installarlo. Vediamo ora come ci si comporta con questo tipo di files:
Per oggi abbiamo finito, con il prossimo articolo vedremo quali sono le operazioni di base che si possono effettuare sui files per la gestione/modifica degli stessi.
fonte: M0rF3uS |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Maggio 2008 14:18 |



